Disdetta di una polizza assicurativa


Le Compagnie di Assicurazioni tendono a proporre contratti che durano molti anni. E’ normale: fanno il loro lavoro. A voi però conviene arrivare preparati e con le idee chiare all’incontro con l’assicuratore. Ecco alcuni consigli generali:

- rifiutate un contratto che vi leghi alla stessa assicurazione per molti anni, se non vi è la possibilità di recedere prima dal contratto;

-prima di firmare, controllate la durata del contratto. Se è pluriennale, chiedete che sia scritto sulla polizza di poter recedere a ogni scadenza annua. Non si può recedere da un contratto assicurativo in mancanza di clausole scritte che lo stabiliscano;

-non fatevi ingannare dalla scadenza annua prevista per il pagamento del premio, perché riguarda solo il premio. Il contratto potrebbe avere una scadenza di cinque anni o più. L’unica eccezione è la RC auto.

Detto questo, se volete cambiare assicurazione perché siete rimasti impegolati in un contratto pluriennale, non basta, all’improvviso, smettere di pagare i premi. In questo modo si ottiene di rimanere privi di copertura assicurativa e si corre il rischio di ricevere un atto giudiziario con l’ordine di pagare il premio maggiorato di interessi e spese legali.

C’è un solo modo per liberarsi di una polizza: scrivere una lettera di disdetta, prima della scadenza del contratto ed entro i termini stabiliti, indicati sul contratto. Dovete rispettarli, altrimenti la lettera non avrà alcun valore.

I casi che affrontiamo sono due: recedere da una polizza del ramo danni e RC auto e da una polizza del ramo vita.

Nei contratti assicurativi del ramo danni la durata prevista è la più varia. Fa eccezione la RC auto, che di solito dura un anno.

Disdetta di una polizza assicurativa ramo danni.

Attualmente le compagnie assicurative e il cliente possono recedere dal contratto in qualunque momento. Quando la polizza viene disdetta, perché il rischio cessa, la compagnia ha diritto a trattenere l’intero premio pagato.

Fanno eccezione i contratti per il caso di RC auto: la compagnia restituisce 1/360
premio per ogni giorno in cui la copertura non ha avuto più ragione d’essere. Non solo: se l’auto viene demolita, non c’è attestato di rischio, quindi se si cambia compagnia la nuova auto viene inserita nella 14 esima classe di bonus/malus, anche se eravate in una classe superiore.

Per ovviare a questo inconveniente, vi consigliamo di comprare prima l’auto nuova, passare su questa la vecchia polizza, poi far demolire l’auto vecchia. Come si ottiene?
Il termine entro cui va disdetta una polizza per evitare che si rinnovi in modo automatico è stabilito dal contratto. Per l’RC auto il termine di solito è 30 giorni, per le altre coperture (RC capofamiglia, infortuni e così via) è 60 o 90 giorni, ma per essere sicuri dovete leggere il contratto.

Ossia 30, 60 o 90 giorni prima della scadenza del contratto dovete far pervenire una lettera alla vostra assicurazione, se ovviamente avete intenzione di recedere dal contratto assicurativo. E meglio spedire la raccomandata con ricevuta di ritorno con un po’ di anticipo, senza aspettare gli ultimi giorni utili.

Qui potete trovare un modello di lettera da seguire.

Disdetta di una polizza assicurativa sulla vita

Per liberarsi dal contratto ci sono tre possibilità: recesso, riduzione e riscatto. La cosa migliore da fare, quando è possibile (cioè nei primi 30 giorni), è il recesso, la riduzione conviene se siete nei primi anni della polizza e in quelli centrali, mentre il riscatto conviene negli ultimi due o tre anni.

Prima però di decidere che fare, chiedete alla compagnia assicurativa quali siano i valori di riduzione e di riscatto previsti.

Recesso

L’assicuratore in genere fa firmare una proposta di polizza, che può essere revocata per iscritto, e chiede subito il pagamento della prima rata di premio. Dopo la firma della proposta, l’assicuratore decide se accettare o no la polizza. La polizza diventa effettiva quando viene accettata dall’assicuratore.

Dal momento in cui l’assicuratore vi comunica che la proposta è stata accettata, avete 30 giorni per recedere e farvi restituire la rata pagata. Dal rimborso sono escluse le spese sostenute dalla compagnia per l’emissione del contratto, purché siano specificate e quantificate nella proposta. Il diritto di recesso non vale per i contratti che durano meno di sei mesi. Come si ottiene?

Il modo di revocare la proposta o di recedere, a chi comunicare la decisione e in che modo, è stabilito nelle condizioni generali di polizza. Di solito si deve spedire una raccomandata A.R. (ricevuta di ritorno) alla sede della compagnia (trovate l’indirizzo sulla proposta di polizza). Qui potete trovare il modello di lettera da seguire per il recesso.

Riduzione

Ridurre la polizza non significa diminuire il premio da pagare, ma smettere di pagarlo.
Che cosa succede? Non vi restituiranno i premi già pagati che rimangono alla compagnia assicurativa e si rivalutano fino alla scadenza. Semplicemente al termine della polizza otterrete una prestazione ridotta, in relazione ai premi pagati. Ogni anno la rivalutazione del capitale ridotto cambia, adeguandosi all’andamento dei mercati finanziari, quindi la compagnia di assicurazione vi deve aggiornare ogni anno sul valore del capitale ridotto.

Vi sono contratti che prevedono la riduzione fin dal primo anno. I contratti peggiori concedono la riduzione se sono già stati pagati i primi tre premi annui. È raro che un contratto non preveda la riduzione.

Come si ottiene? Prima cosa: chiedete alla compagnia a quanto ammonta il valore di riduzione della polizza previsto alla scadenza. Una volta a conoscenza di questo dato, se decidete di proseguire su questa strada per ottenere la riduzione, dovete scrivere una lettera (anche in questo caso va spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno) alla sede della compagnia assicurativa per dichiarare la vostra scelta. Qui troverete il modello della lettera tipo che vi sarà utile per questo questo caso e cambiando l’oggetto, anche per il caso seguente.

Riscatto

Si riscatta la polizza quando si smette di pagare i premi e si chiede il rimborso del valore. Di rado è la soluzione migliore. Infatti, il valore di riscatto, nei primi anni della polizza, è minore del totale dei premi versati e comunque, finché non ci si avvicina alla scadenza della polizza, i rendimenti sono davvero insignificanti. Inoltre, se chiedete il riscatto, prima di aver pagato il quinto anno di premi, il fisco rivorrà indietro tutte le detrazioni fiscali sui premi, rendendo ulteriormente penalizzante riscattare la polizza. Ogni anno la rivalutazione del valore di riscatto cambia e la compagnia deve tenervi aggiornati.

Come si ottiene? Chiedete il valore di riscatto maturato, a quel punto decidete cosa fare. Se ritenete conveniente il riscatto, dovete smettere di pagare i premi e scrivere una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede della compagnia. Il testo della lettera è lo stesso del caso precedente, però dovete specificare nell’oggetto che si tratta di una richiesta di riscatto.

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