Class action finalmente anche in Italia

23 Luglio 2008

La Legge Finanziaria 2008 prevede tra le sue novità la tutela collettiva dei consumatori, realizzata con l’importazione di uno strumento processuale ben noto negli ordinamenti anglosassoni: l’azione collettiva (in inglese: Class Action).

In Italia è partita il 30 giugno 2008, una volta trascorso il termine di centottanta giorni di vacatio legis, previsto dalla Legge Finanziaria.

Il testo originario è stato modificato nel corso dell’iter parlamentare e ha perso per strada alcuni punti fortemente criticati: dal collo di bottiglia della legittimazione attiva, alle norme anti-avvocati sul limite massimo delle spese legali.

Non è passato il punitive damage, e anzi uno dei punti deboli della procedura rimane la quantificazione delle somme da corrispondere al singolo consumatore/ utente, ma l’impianto potrà fornire qualche utilità, alla prova dei fatti.

Mentre negli USA infatti la class action può essere proposta sia a fini risarcitori che punitivi, in Italia, almeno per ora, l’azione collettiva può essere proposta soltanto per ottenere un risarcimento e soltanto su iniziativa di alcuni soggetti autorizzati (associazioni dei consumatori riconosciute dal Ministero delle Attività Produttive).

Si tratta, comunque, di un’opzione in più per il consumatore, che può sempre esercitare l’azione individuale se non vuole aderire all’azione collettiva o intervenire nell’azione proposta.

La procedura prevede, quindi, un soggetto proponente l’azione, al quale gli interessati possono comunicare per iscritto la propria adesione all’azione collettiva. Il limite temporale per l’adesione è l’udienza di precisazione delle conclusioni in appello.

L’associazione o il comitato potrà essere costituito anche per iniziativa di uno studio legale che potrà animare il gruppo dei consumatori allo scopo di avanzare e portare avanti l’azione collettiva.

In qualche misura la posizione dei legali italiani viene avvicinata a quella dei colleghi statunitensi. Attraverso la legittimazione di associazioni e comitati si realizza un sistema di legittimazione potenzialmente diffusa.

Con la versione definitiva si apre la porta alla possibilità di un certo numero di consumatori che si riuniscono e danno mandato ad uno studio legale per essere rappresentati come una singola parte lesa.

Altrettanto a dirsi per lo studio legale che vuole promuovere il processo per poi pubblicizzarlo fra i consumatori, in modo da avere maggiori clienti possibili e quindi più chance di guadagno in caso di esito favorevole. L’oggetto dell’azione collettiva è esclusivamente un accertamento / condanna.

Si tratta di una procedura che ha molte peculiarità: dalla efficacia del giudicato alla procedura di accertamento e quantificazione del diritto.

L’oggetto dell’azione è innanzi tutto l’accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti.

Il risarcimento del danno può avere molteplice giustificazione. La pretesa collettiva può trovare la propria fonte in un contratto commerciale o una fonte extracontrattuale o può essere basata su pratiche commerciali scorrette o comportamenti anticoncorrenziali.

Ad esempio un cartello tra imprese determina un incremento artificiale del prezzo pagato da ciascun utente che non si sarebbe verificato in regime di libera concorrenza di mercato: è un caso tipico da class action.

Il presupposto della class action è comunque la lesione contestuale dei diritti di una pluralità di consumatori.

Surrogazione delle ipoteche su mutui

23 Luglio 2008

La legge 40/2007 (nota anche come Bersani bis) concede al consumatore che ha stipulato a suo tempo un mutuo per l’acquisto dell’abitazione la possibilità di trasferire il mutuo da una banca a un’altra senza pagare costi notarili legati all’ipoteca sull’immobile oggetto del finanziamento.

Prima dell’entrata in vigore della legge la procedura era più complicata: bisognava estinguere il vecchio mutuo, cancellare l’ipoteca sull’immobile, chiedere il nuovo finanziamento all’altra banca, pagare i costi di istruttoria e di perizia e l’imposta sul nuovo finanziamento, oltre alle spese notarili per il nuovo mutuo e per l’iscrizione di una nuova ipoteca.

Era necessario un doppio intervento del notaio, con il conseguente raddoppio dei costi. Il provvedimento Bersani stabilisce che il mutuo può essere trasferito senza formalità e, soprattutto, senza oneri.

Da un punto di vista giuridico si tratta del cosiddetto diritto di surrogazione (cioè sostituzione) della parte attiva di un negozio, cioè quella parte che ha fornito la prestazione.

Nel caso del contratto di mutuo, si tratta della sostituzione del mutuante (la Banca). La surrogazione può avvenire per volontà del creditore, il quale, ricevendo un pagamento da un terzo, può dichiarare espressamente di volerlo far subentrare nei propri diritti verso il debitore (art.1201 cod. civ.); oppure la surrogazione può avvenire per volontà del debitore il quale, prendendo a mutuo una somma di denaro al fine di pagare il debito, può surrogare il mutuante nella posizione del creditore (art.1202 cod.civile).

Da notare che l’art.1202 prevede espressamente che il debitore (il mutuatario) può surrogare il mutuante nei diritti del creditore, anche senza il consenso di questo.

La surrogazione è particolarmente rilevante per quanto riguarda le garanzie, che nel caso del mutuo si riferiscono in particolare alle ipoteche (di primo e secondo grado) gravanti sull’immobile a favore della banca o dell’istituto o ente che ha erogato il mutuo.

La differenza tra surrogazione e cessione riguarda il fatto che la prestazione sia già avvenuta completamente (primo caso) oppure no (nella cessione).

Chi ha stipulato qualche hanno fa un mutuo a tasso variabile ha visto crescere la rata mensile in maniera costante, in particolare durante gli ultimi tempi.

Osservando l’andamento medio dei tassi degli ultimi cinque anni, il 2007 si è infatti caratterizzato come il periodo durante il quale si sono registrati i maggiori innalzamenti dei tassi sui finanziamenti.

Per questo motivo, trasferire il mutuo in una banca che applica condizioni migliori dovrebbe essere un diritto effettivo e tutelato del consumatore. Le banche però sembrano fare resistenza almeno in questa prima parte del 2008, applicando spese onerose a chi vuole cambiare banca o addirittura richiedendo un atto notarile per modificare la trascrizione delle ipoteche sul mutuo.

Con la legge 40/2007 si è cercato di mettere un freno a queste distorsioni. All’interno del problema più generale della portabilità dei mutui, la surrogazione delle ipoteche va proprio in questo senso: il finanziamento deve poter essere trasferito senza ulteriori spese notarili.

La surrogazione infatti, nello spirito del codice civile, serve proprio ad evitare di dover stipulare un nuovo contratto con tutti gli oneri connessi. Non si vede quindi come le banche possano pretendere il passaggio dal notaio, visto che l’ipoteca e il contratto di mutuo restano quelli originari e non hanno bisogno quindi di essere estinti in alcun modo.

L’articolo 8 della legge 40/2007 parla chiaro: la surrogazione deve avvenire senza formalità e senza oneri per il cliente. L’operazione è semplice: si tratta infatti di trasferire un’ipoteca già iscritta nei registri immobiliari.

Per farlo è sufficiente consegnare alla nuova banca una copia autentica del documento di surrogazione, che può essere redatto anche tramite scrittura privata, quindi senza l’intervento di un notaio.

Analisi tecnica di un fondo di investimento con Excel

23 Luglio 2008

Si parla tanto di Fondi comuni come dei servizi finanziari del futuro. Vediamo cosa sono e, soprattutto, come poterli tenere sotto controllo utilizzando alcuni degli strumenti di analisi tecnica offerti da Excel

Strutturati in varie tipologie tecniche, i Fondi comuni di investimento sono una sorta di cassa collettiva formata dai versamenti dei risparmiatori, vi confluiscono per essere investiti in maniera unitaria in un portafoglio composto prevalentemente da azioni e obbligazioni.

I risparmiatori possono sottoscrivere le quote e acquisire un diritto su una parte del patrimonio del fondo nella speranza che questo cresca,

In gestore professionale, in possesso delle conoscenze tecniche, e che il più delle volte è individuabile in un comitato digestione, si occupa di operare le più opportune scelte d’investimento per conto dei risparmiatori.

Qui subentra la caratteristica di questo servizio finanziario, dalla quale deriva il nome Fondo comune d’Investimento.

La Società di gestione, che ha ben definite caratteristiche previste dalla Legge, mette insieme il capitale di tutti gli investitori in un fondo comune, e gestisce il tutto come se si trattasse di un unico patrimonio.

Oggi i Fondi Comuni più piccoli gestiscono qualche decina di milioni di euro, per arrivare ai più grossi che arrivano a gestire anche miliardi di euro.

Tra gli organismi di investimento collettivo si possono individuare le Sicav (Società di Investimento a Capitale Variabile), società per azioni aventi per oggetto la gestione di un portafoglio di valori mobiliari, caratterizzate dalla variabilità del capitale sociale.

I risparmiatori che investono in questa forma di risparmio assumono la veste di azionisti e non quella di sottoscrittori.

Il Fondo Comune si può caratterizzare, in funzione della tipologia di titoli su cui investe, in Monetario, Obbligazionario, Bilanciato e Azionario.

L’unico tipo di Fondo su cui è pensabile investire delle somme anche per brevi periodi è il Fondo Monetario che difficilmente può subire perdite ma altrettanto difficilmente può offrire rendimenti entusiasmanti.

La sua politica di investimento è volta verso titoli obbligazionari (Titoli di Stato; Obbligazioni) con scadenza residua inferiore ai ventiquattro mesi.

Tutti titoli, cioè, che garantiscono un rendimento. Anche i Fondi Obbligazionari, come i Monetari, investono, in via prevalente, in titoli del mercato obbligazionario.

Quasi tutti i fondi obbligazionari, però, prevedono la possibilità per il gestore di investire una piccola percentuale del patrimonio in titoli del mercato azionario, il che offre un rischio maggiore.

Nei Fondi Bilanciati la politica di investimento è volta a perseguire una bilanciata ripartizione del portafoglio, tra titoli azionari e titoli del mercato obbligazionario.

Ad una solida base di investimenti a reddito fisso, viene abbinata una componente, quella azionaria, a più alto rischio. Infine, i FondiAzionari investono prevalentemente in titoli del mercato azionario.

Quasi tutti i Fondi di questa specie, però, hanno la possibilità di investire una piccola percentuale del patrimonio in titoli obbligazionari. Si tratta certamente del fondo d’investimento più a rischio.

Importare le serie storiche a fare analisi tecnica con Excel

In commercio, o disponibili su Internet, esistono software appositamente pensati per l’Analisi Tecnica dei titoli azionari. Le analisi garantite da questi tool, oltre che interessanti e professionali, possono essere di difficili da comprende e utilizzare per il profano.

Le analisi che riusciremo ad eseguire con Excel potranno non essere altrettanto complesse ma avranno il vantaggio di essere più facilmente comprensibili e potranno essere adattate a qualsiasi esigenza.

Il modo più semplice per importare in Excel i dati riguardanti un determinato fondo da un sito di informazione finanziaria, e poterli successivamente aggiornare, consiste nel creare una query web all’interno di un foglio di lavoro.

In questo modo, Excel si connette alla pagina desiderata, nella quale è possibile selezionare la tabella contenente le informazioni volute, e importare queste ultime nel foglio, impostando un collegamento tra l’elenco locale e l’origine posta in rete.

In qualsiasi momento si può eseguire l’aggiornamento dei dati, configurando l’operazione per l’avvio automatico ad ogni successiva apertura del file. Nel nostro caso si è scelto di importare in Excel le quotazioni giornaliere del fondo americano ABN AMRO Holding NV ADS (ABNYY.PK) , osservate per un periodo di novanta giorni.

Per la creazione della query web utilizziamo la sezione Finanza di Yahoo. Analizzeremo come esempio le quotazioni del fondo ABN AMRO Holding NV ADS dal 24 aprile 2008 al 23 luglio 2008.

Aprire il file xls in cui importare i dati. Cliccare su Dati/Importa dati esterni/Nuova query web. Per default nella casella Indirizzo della finestra, appare l’indirizzo della pagina iniziale del browser (vedi figura1).

Avviare la connessione. Sovrascrivere l’URL predefinito con:

http://it.finance.yahoo.com/q/hp?s=ABNYY.PK

nella cui pagina viene riportata la quotazione storica del fondo, selezionare l’intervallo date (12/3/2008 - 13/6/2008) e fare clic su Vai.

Appare la pagina di Yahoo con le informazioni cercate. Accanto ad ogni tabella che compone la struttura HTML della pagina appare una freccia.

Fare clic sulla freccia posta accanto allatabella che racchiude i dati relativi ai prezzi del fondo, e riporta le intestazioni Data, Apertura, Massimo, Minimo, Chiusura, Volumi, e Chiusura aggiustata.

La freccia su sfondo giallo si trasfoma in un segno di spunta su sfondo verde. Ciò significa che la tabella è selezionata e che il suo contenuto è pronto per essere trasferito in Excel.

Cliccare su Importa. Compare la finestra Importa dati, che permette di specificare se importare i dati selezionati nel foglio di lavoro attivo, scegliendone la cella di destinazione (che per default è A1), oppure in un foglio nuovo (figura 2).

Optando perla prima soluzione, nella cella Al appare il testo:
hp?s=ABNYY.PK&b=24&a=3&c=2008&e=23&d=O6&f=2008&g=d: estrazione del dati In corso…

I dati importati appaiono nel foglio a partire dalla cella A1.

Selezionare l’intrvallo A1:F67 e organizzare il contenuto in ordine crescente (Dati/Ordina).

La barra dati esterni consente di gestire la query. Cliccando su Modifica query si apre la finestra omonima in cui è possibile cambiare i dati di origine o, dal pulsante Salva query, salvare quest’ultima come file .iqy.

Una delle tecniche di Analisi Tecnica più apprezzate per la precisione e la semplicità di interpretazione è il Japanese Candlestick, o grafico a candela.

In esso l’oscillazione nell’unità di tempo non è rappresentata da una linea verticale come nel grafico a barre, ma da una figura, Candle-Line, formata da un corpo centrale, Real-Body, che simboleggia l’escursione di prezzo tra l’apertura e la chiusura, e da due prolungamenti.

Quello superiore raffigura i prezzi massimi del periodo (Upper Shadow), quello inferiore i prezzi minimi (Lower Shadow).

Sela candela è bianca, vuol dire che i prezzi di chiusura superano quelli di apertura (mercato Bullish o rialzista), se è nera, indica il contrario (mercato Bearish o ribassista).

In Excel sono disponibili quattro grafici di questo tipo, che tengono conto di serie di quotazioni diverse.

Per rappresentare l’andamento di un fondo con la tecnica candle-stick, i dati relativi a volume di scambi, quotazioni di apertura, prezzo massimo, minimo e di chiusura vanno disposti su di un foglio di lavoro esattamente in questo ordine.

Nell’elenco creato con la query web spostare la colonna Volumi (F) prima di Apertura (B). A seconda del grafico, i valori richiesti variano.

In questo esempio creiamo un grafico azionario che usa tre serie. Selezionare le colonne Data, poi Massimo, Minimo e Chiusura tenendo premuto il tasto [Ctrl] e cliccare su Creazione guidata grafico.

Nella finestra del primo passaggio, scorrere la barra verticale in “Tipo di grafico” fino a trovare Azionario, e farvi clic sopra. Selezionare il primo sottotipo da sinistra e fare clic su Avanti.

Nella quarta schermata premere Fine per inserire il grafico nel foglio. Anche se questo tipo di grafico azionario utilizza linee verticali anzichè “candele” come indicatori, raffigura i prezzi rilevati nello stesso modo.

Il punto più alto della linea indica il prezzo massimo del periodo, quello più basso il prezzo minimo. I trattini orizzontali rappresentano il prezzo di chiusura.

Il secondo sottotipo produce il classico grafico a candlestick. Selezionare Data e, tenendo premuto [Ctrl], trascinare il mouse sulle colonne Apertura, Massimo, Minimo e Chiusura.

Creare il grafico. Sulle linee appaiono dei rettangoli, i candle-line, il cui lato superiore raffigura il maggiore tra i prezzi di apertura e chiusura, mentre il lato inferiore indica il prezzo più basso.

I colori predefiniti del candle-stick, bianco e nero, possono essere modificati nella finestra formato, cliccando col tasto destro sui rettangoli.

Nel caso delle forme bianche il comando è formato barre crescenti, mentre facendo clic destro sui rettangoli neri appare formato barre decrescenti. Con questo metodo si può anche modificare il formato delle linee Min-Max.

Il terzo ed il quarto sottotipo di grafico azionano previsti da Excel rappresentano, oltre ai prezzi di un fondo, anche i volumi registrati in una giornata finanziaria, ovvero il numero di scambi effettuati in tale periodo relativamente al titolo.

Per produrre un grafico del terzo tipo, selezionare le colonne Data, Volumi e, tenendo premuto [Ctrl], Massimo, Minimo e Chiusura.

Questo sottotipo combina un grafico azionario a linee di Min-Max, che rappresenta prezzi massimi, minimi e di chisura del fondo, con un istogramma collocato lungo l’asse delle categorie, che elabora i volumi di scambio.

Ogni barra può essere colorata in modo diverso, cliccando col tasto destro su di una di essa e scegliendo Formato serie dati / Opzioni / Varia colore per dato.

Il quarto tipo di grafico azionario richiede la selezione di cinque serie di quotazioni, quindi, tutte le colonne: Data, Volumi, Apertura, Massimo, Minimo e Chiusura (vedi figura 3).

In esso sono accostati un grafico azionario candle-stick ed un istogramma.

Se gli indicatori di colonna raffiguranti la serie dei volumi coprono le barre decrescenti, possiamo modificare il riempimento per distinguerle.

Se con i grafici azionari è possibile evidenziare nell’andamento di un fondo i momenti di crollo o di impennata, con il calcolo della “media mobile”, si possono percepire i segnali di acquisto o di vendita, poiché essa appare sempre al di sotto del prezzo quando il trend è crescente, e al di sopra se è decrescente.

Il passo successivo della nostra analisi consiste quindi nell’implementare nel foglio di lavoro il calcolo delle medie mobili a cinque, dieci e venti giorni, in tre colonne aggiuntive. L’orizzonte temporale deve essere sufficientemente lungo per aumentare la significatività del calcolo con differenti “ritardi”.

In un’altra colonna immetteremo una serie di funzioni condizionali per ottenere la visualizzazione dei suggerimenti di azione da intraprendere: acquistare, vendere, o restare in attesa.

1. Eliminare il contenuto della colonna H (Chiusura aggiustata), non necessario. Intestare quindi le colonne G, H ed I rispettivamente con le etichette MM5gg, MM10gg e MM2Ogg.

Inserire nella cella G6 la formula: =MEDIA(F2:F6) e ricopiarla facendo clic sul quadratino di riempimento e trascinando il mouse fino all’ultima cella corrispondente alla serie dei prezzi, nel nostro caso G65.

2. Ripetere l’operazione per le colonne H ed I, considerando che, in questi casi, il ritardo è di 10 e 20 giorni. Nella cella H11 digitare =MEDIA(F2:F11) ed in I21 =MEDIA(F2:F21).

Trascinare le formule fino alle ultime celle, H65 per la media a dieci giorni, e I65 per quella a venti. Selezionare gli intervalli A1:A65 (Data) e tenendo premuto [Ctrl], F65 e G65 (Chiusura e MM5gg).

3. Fare clic su Creazione guidata grafico e nel riquadro Tipo di grafico scegliere il modello Linee del primo tipo. Premere Avanti nei tre passaggi della procedura. Nel quarto selezionare l’opzione Crea nuovo foglio e premere Fine.

Cliccare col tasto destro sull’asse dei valori del grafico e, nella scheda Scala della finestra Formato asse, digitare 20 nella casella Valore minimo.

4.Produrre altri due grafici similari, su due nuovi fogli, per visualizzare le medie mobili a 10 e 20 giorni, utilizzando rispettivamente l’intervallo H1:H65 e I1:165, insieme a quelli corrispondenti a Data e Chiusura. Collegare le selezioni multiple tenendo premuto il testo [Ctrl].

In entrambi i grafici impostare a 20 il valore minimo nella scheda Scala del formato asse dei valori.

5. Visto il brevissimo ritardo considerato, si può notare come le risposte del grafico siano molto più “mosse” in caso di media mobile a cinque giorni, che non di media mobile a ventigiorni. Il modello suggerisce come comportarsi in relazione alla posizione della media mobile rispetto alla serie dei prezzi: acquistare nei momenti Bear (Orso) vendere nei momenti Bull (Toro) o restare in attesa.

6. Da Excel può venire un ulteriore aiuto in questo senso, con una serie di formule condizionali che restituiscano suggerimenti automatici corrispondenti all’andamento del mercato. Aggiungeremo alla destra di ognuna delle tre colonne riservate alle medie mobili, G, H ed I, una colonna nuova chiamata “Suggerimento”. Premere [Ctrl] e selezionare la colonna H e la colonna I.

7. Fare clic col tasto destro sulla selezione e dal menu scegliere Inserisci. L’intervallo intestato MM10gg viene spostato nella colonna I, e quello relativo alla media mobile a 20 giorni si situa nella colonna K. In H1, J1 ed L1 digitare Suggerimento.

Selezionare l’intervallo L21:L65, e, tenendo premuto [Ctrl], procedere a selezionare anche gli intervalli J11:65 e H6:H65.

8. In H6 inserire la formula seguente:

=SE(F6<G6;F7>G7);”Acquista”,SE(F6>G6;F7<G7);”Vendi”;”Stand-by”))

Premere [Ctrl] + [Invio]. La formula appare nelle celle selezionate.

Per poter aggiornare i dati dal Web, e non dover rifare il lavoro ad ogni connessione, ricopiare in un altro foglio i dati importati (insieme alla query), ed eliminare dai primi la definizione query (da Proprietà intervallo dati).